Restauro lacche orientali

Restitute offre un servizio di restauro lacche orientali

Il restauro delle lacche orientali: l’approccio

Il restauro delle lacche orientali richiede un approccio altamente specialistico, fondato su una profonda conoscenza dei materiali e delle tecniche tradizionali, in particolare dell’urushi, la lacca naturale di origine giapponese. Queste superfici, raffinate e complesse, sono estremamente sensibili all’umidità, alla luce e ai solventi moderni, rendendo ogni intervento delicato e irripetibile. È quindi fondamentale operare con la massima cautela, rispettando l’integrità materica e storica dell’opera, ed evitando qualsiasi azione invasiva che possa compromettere la struttura originaria o alterare la percezione estetica. Ogni fase del restauro deve essere preceduta da uno studio approfondito e guidata da principi di minima interferenza e compatibilità.

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Silvia Tagliante ha iniziato a studiare e lavorare sulle lacche orientali nel 2016 portando Restitute a seguire un approccio basato sul rispetto dei materiali costitutivi originali e l’utilizzo di materiali di restauro occidentali compatibili e attenti.

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La co-fondatrice ha iniziato il suo percorso nel restauro delle lacche orientali presso il Metropolitan Museum of Art di New York, dove ha collaborato al restauro di un paravento in lacca Coromandel: Feng Langgong | Palace Scene | China | Qing dynasty (1644–1911), Kangxi period (1662–1722) 

Durante questa esperienza Silvia ha imparato ad utilizzare i giusti materiali di restauro tramite gli insegnamenti da parte di specialisti del settore, lavorando con l’urushi giapponese e imparando la tecnica originale del kintsugi.

Dopo questa esperienza la formazione è proseguita presso il Rijksmuseum di Amsterdam dove ha lavorato su una cassa in lacca Coromandel della quale è successivamente stato pubblicato un articolo di settore. “A Rare 17th-Century Chinese Coromandel Lacquer Chest Unveiled, Aziatische Kunst49(1), Bulletin Vereniging van Vrienden der Aziatische Kunst (VVAK), Amsterdam”.

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La tecnica di questo tipo di lacca è chiamata “kuancai”, conosciuta in Europa come lacca Coromandel.

L’origine e i primi esempi di lacca kuancai restano tuttora poco chiari per gli storici dell’arte. Il kuancai era conosciuto da Huang Cheng e Yang Ming, rispettivamente autore e successivo curatore dello Xiu Shi Lu, l’unico ricettario sulla lavorazione della lacca giunto fino a noi dalla Cina imperiale, redatto intorno al 1567–1572. Poiché lo Xiu Shi Lu discute approfonditamente il kuancai, si può dedurre che questa tecnica fosse già altamente sviluppata negli anni 1560.

Nello Xiu Shi Lu, Huang Cheng descrive il kuancai come segue:

“Kuancai: alcune versioni impiegano pigmenti a base di lacca, altre pigmenti a base di olio. I colori a base di lacca sono più adatti ad essere applicati a secco, mentre quelli a base di olio si stendono meglio su uno strato preparatorio di pasta. Le versioni arricchite con oro o argento risultano di una bellezza straordinaria. Alcuni lavori kuancai utilizzano solo colori, altri mescolano oro e argento.”

La realizzazione dunque di pannelli Coromandel o Kuancai consisteva nell’applicazione della lacca sull’oggetto che veniva successivamente incisa e le parti esposte dipinte.

Silvia Tagliante ha poi terminato la sua formazione accademica con una tesi di laurea in restauro su uno stipo in lacca orientale cinese proveniente dal Castello di Masino “Problematiche conservative e restauro di uno stipo settecentesco con decorazioni in lacca orientale e “alla China”, i cui risultati sono stati anche presentati a una conferenza ICON a Londra e pubblicati nel seguente articolo “Charm of the east: conservation of a lacquer cabinet”.

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Restitute ha partecipato e partecipa a tutte le occasioni di formazione e aggiornamento sulle lacche orientali in Italia e all’estero.

Alcune opere pubbliche su cui Silvia ha collaborato:

Yari proveniente dal Castello di Racconigi (collaborazione con Mnemosyne Servizi). Picca decorata con lacca rossa e madreperla in tecnica raden

Pannelli in lacca orientale provenienti dal Palazzo Reale di Torino (collaborazione con Mnemosyne Servizi).

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